Sfogo.

Oggi mi sono proprio svegliato con una voglia immensa di parlare di una cosa.

INSTAGRAM.

È successo, non si sa bene quando (ammetto che sono troppo giovane per conoscere la storia), che il mondo ha trovato la necessità di scattare foto e pubblicarle sui social.

Sono abbastanza sicuro peró di quello che sta succedendo adesso.

Qualche anno fa ho comprato la mia prima macchina fotografica. Prima pubblicavo solo cose stupidissime su facebook (chiedo scusa a chi le ha lette/viste) e poi ho iniziato a fare cose altrettanto stupide su instgram. Con sta benedetta macchina ho iniziato a fare foto e a pubblicarle qua e la senza uno scopo vero e proprio (o almeno non me ne rendevo conto). Peró poi vedevo che il numero dei cuoricini aumentava. Beh, se aumentano i cuoricini allora sono bravo! In realtà pubblicavo solo schifezze. Davvero. Almeno ne sono cosciente e sincero.

Bene. Dopo questa intro sul mio passato, il numero di cuoricini è aumentato di volta in volta e nel giro di 4 anni, oltre ad aver imparato a usare sta macchina fotografica, ho imparato a fare anche altre cose e ne ho imparate anche di altre senza farle.

Ad esempio usare instagram. Ecco. Quello io non credo di averlo ancora capito.

La domanda che mi pongo ogni giorno (si fa per dire) è: “serve solo per ostentare la nostra felicità e fare invidia agli altri oppure puó fare anche del bene?”.

Adesso iniziano una serie di mie considerazioni abbastanza nude e crude. Occhio eh.

Su instagram non ho mai trovato commenti negativi. Sempre e solo cose belle. È come se fosse un paradiso dove tutto è “w😍w”, “amazing!”, “Awesome!”, “Che culo!”, e via avanti così. È anche normale a pensarci. L’unica cosa che puoi fare è dire che ti piace. Se non ti piace, vai avanti. Ok. È vero. Ma i commenti. Almeno li uno potrebbe dire la sua no? No. #solocosebelle

I followers. “Minchia zio mi ha seguito una botta di 800 persone e sono arrivato a 3k”. Bravo. Vuoi dire che sei proprio bravo. No. Instagram non è meritocratico. Ci sono profili che fanno cose (in molti casi sempre le stesse) che hanno un elevato apporto di seguaci, mentre molti altri che fanno cose estremamente fighe ma che sui social non girano perché “non sono di moda”, restano nell’ombra del social per tutta la loro esistenza. E poi ci sono quegli stronzi (lasciatemelo dire) che non sanno nemmeno scrivere giusta una frase in italiano/inglese (non parliamo delle immagini che tentano di fare) ma che hanno 3993769 milioni di seguaci. Io mi chiedo, Marketto bello, ma a che diavolo serve un social dove si mettono in mostra le persone che non valgono un cazzo, mentre quelle che hanno qualcosa da dire, per salire, devono pagare? Pagare? Beh si. Se vuoi farti vedere sui social devi pagare. E qui arriva un nuovo punto.

I bot. Perchè pagare Instagram per sponsorizzare una foto che possono vedere in, boh, 43 mila persone, quando puoi pagare un sito che ti fa guadagnare 10k followers al mese (pubblicità che mi è uscita proprio oggi su instagram). Mi pare ovvio che la cosa sia migliore no? In poche parole hai un robot che fa operazioni di mi piace, commenti, follow e unfollow automatizzati e taghettizati (anche abbastanza male da quello che vedo in giro).

C’è chi si dedica a fare le cose alla giusta maniera per avere un buon risultato e poi c’è il coglione che spende 500€ per dire agli amici “eh c’ho 200k su instagram, sono un influencer”.

Ok. Mi sono sfogato. Ma quello che voglio dire io è una cosa semplice: non conta quanti seguaci hai su un social per definire il tipo di persona che sei. Prima di tutto devi essere tu a fare quello che ti piace per te, non per i social. Se dipendi dai mi piace o dal numero di persone che ti seguono o che ti defollowano sei davvero una piccola persona. Questo è un mio pensiero, sia ben chiaro.

Bene. Dopo tutto questo sfogarsi vi racconto qualcosa di bello allora. Tipo che ho finito e che spero di non dover riaffrontare questi temi spigolosi, perchè mi mandano in bestia.

Scherzo. Qualcosa di bello Instagram lo riesce ancora a fare con le persone reali e sincere. Grazie ad instagram ho conosciuto alcuni fotografi, ma prima di tutto un sacco di persone. Persone con la mia stessa voglia di condividere, vedere, raccontare, vivere i luoghi che ci circondano. Con alcune di queste persone sono ancora in continuo contatto, alcune le sto conoscendo e altre ancora le ho perse lungo il percorso, perchè molto spesso le strade si incrociano per un po’ e poi ognuno va per la sua.

In ogni caso un consiglio ve lo lascio, se posso. Fate quello che vi piace finchè avete tempo e possibilità. Non andate alla ricerca di quello che gli altri vogliono che facciate oppure quello che vedete fatto da altri. Credete in quello che fate e vedrete che non avrete rimpianti (questo è uno di quei consgli sempre buoni da dare, ma sempre difficile da mettere in pratica. Giuro che ci sto lavorando sodo pure io).

p.s. la foto qua sotto l’ho scattata dalla sella del Mangart e la vedrete prossimamente sui social. In pratica è un’anteprima.

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Sono tornato, forse.

A quasi un anno esatto di distanza mi sono detto:

“ah ma una volta avevo un Blog dove scrivevo cose

Mi sono accorto che era vero, che oggi è passato un anno da quando ho scritto l’ultimo articolo qua e che le cose le posso scrivere ancora senza che nessuno mi dica qualcosa (tanto lo fanno tutti).

In un anno sono cambiate un sacco di cose attorno a me, ma soprattutto sono cambiato io. Lo confesso, se mi riguardo indietro adesso, mi sento una persona diversa. E ne sono felice. Sento spesso la necessità di scrivere qualcosa, ma non lo faccio. I posti dove farlo non mi piacciono.

Questo è stato per me una sottospecie di diario, quindi tornerò ad usarlo come tale. Non credo di avere una vita così figa da dover raccontare quotidianamente ogni singola cosa che faccio (mi sveglio, vado a lavoro, lavoro, mangio, lavoro, torno a casa, faccio la cacca, edito foto, ceno, edito foto, dormo, mi sveglio, e via disc-orrendo), quindi ci scriverò dentro sporadicamente cose che mi passano per la testa, senza una cadenza precisa (come mi ero imposto l’anno scorso), così da avere più facilità di espressione.

Sul passato di questo blog non so nemmeno io cosa fare. Tenerlo o cancellarlo?

Appena lo imparerò ad usare nelle dovute maniere (spero), magari dedicherò uno spazio apposito per tenere dentro dei ricordi.

Questo non è un ritorno, non è un inizio.
È semplicemente un… boh. Non lo so.

Nel frattempo che mi chiarisco le idee, vi mostro alcune cose che ho visto e che forse vi siete persi e vi lascio una canzone.

Una somma di piccole cose

Era da un sacco che non prendevo e scrivevo. Ma quel bel scrivere che piace a me. Quello un po’ riflessivo e di getto.

Ogni tanto quando passo le mie ore a casa davanti al computer (per la precisione dalle 8 di sera alle 1000 di notte), mi piace ascoltare un po’ di musica su Spotify. Cerco di cambiare playlist per vedere se tra tutte le migliaia di miliardi di canzoni riesco a trovare qualcosa che mi piace. E devo dire che qualcosa l’ho trovato.

C’è stato un periodo alle superiori in cui ascoltavo tantissima musica. di merda a dire la verità. Tanto tunz tunz e nulla più. Poi sono maturato un po’ (forse, ma non ne sono del tutto sicuro). Ho iniziato ad apprezzare un po’ del nuovo “cantautorato italiano” (se così mi concedete di chiamarlo). Ovviamente Calcutta, Lo Stato Sociale e i Cani hanno poco di cantautorato, ma tanto disagio che per fortuna mi si addice. Altri cantanti, come Niccolò Fabi invece possono ancora definirsi tali. Ho scoperto questa sua canzone che ultimamente sta viaggiando in loop nelle mie orecchie. È un po’ triste eh, lo ammetto. Ma sono quelle canzoni che ti danno una spinta emotiva immane.

Che poi la spinta emotiva è soggettiva, pensando che al concerto di Brunori Sas mi sono messo a piangere ascoltando Il costume da Torero. È che era tutto così bello e preciso. Era una somma di piccole cose che funzionavano alla perfezione.

Come ogni minuto che abbiamo sprecato
E non ritornerà

Una somma di piccole cose – Niccolò Fabi

Ebbene oggi non vi anticipo nessuna foto inedita qua sul blog, ma ovviamente vi invito a prendere visione di quelle che ho pubblicato su Instagram e Facebook.

Un’altra cosa. Da poco ho iniziato a scrivere degli articoletti per gli amici di Blud.life . Se vi fa piacere vi allego il link per leggere qualche cosa di carino.

Aria di casa vista dal Luche

mandi,

Luche.