Let’s do it!

Era da davvero tanto tempo che volevo farlo, e finalmente ci sono riuscito!

La fotografia è una cosa molto delicata secondo me, dipende da tanti fattori, quali tecnica, esperienza, colpo d’occhio, velocità, sentimento, furbizia, classe e a volte anche un po’ di sana fortuna.

Questo è quello che serve (solitamente a me) durante la fase di scatto, ma successivamente, nella fase di visualizzazione e post produzione, servono un sacco di altre qualità. Tempo fa avevo creato un album su Facebook, dove mi facevo prestare delle foto “grezze” (raw) da dei miei amici fotografi e le editavo a mio piacimento.

Ora il mio esperimento sarà l’opposto: darò a disposizione 12 mie fotografie “grezze” e dopo un mese di tempo, selezionerò le mie preferite, pubblicandole qua sul mio blog e su facebook.

Le regole sono poche e semplici.

  1. Le foto da voi editate sono condivisibili sui social, solamente con credito fotografico indicato (es. Foto di Luche_dal_nord – possibilmente taggato, così so dove vanno a finire le mie foto)
  2. Una volta editate le foto scelte (potete editarne anche solo una tra quelle a disposizione), siete pregati di inviarmele alla mail lucadellasavia@gmail.com
  3. Il tempo a disposizione per farmi recapitare le foto va dal 14 Marzo 2019 fino alle ore 23:59:59 del 14 Aprile 2019
  4. L’editing può essere fatto con qualsiasi programma
  5. La selezione verrà fatta da me tramite attenta analisi qualitativa.

Le fotografie che ho scelto per questo “contest” le potete trovare a questo link in formato “.dng”

https://dl.orangedox.com/luchedalnord

Spero partecipiate in molti, perchè sono davvero curioso di vedere come una persona possa cogliere o stravolgere (in positivo) il momento catturato da un’altra persona.

Quindi? Che stai aspettando? Let’s do it!

Instagram secondo me.

Vi è mai successo di fare una cosa, dirla o ripeterla tante volte ma non pensare veramente alle parole che state dicendo. Tipo quando state cantando una canzone ma non prestate attenzione alle parole. Ovvero, di attenzione ce ne prestate per non sbagliare, ma non analizzate il testo mentre la state cantando perché siete concentrati nel ripeterla correttamente.

Ecco, una cosa simile mi è successa l’altro giorno scrivendo un messaggio.

Si parlava di instagram e di come sia diventato malato, dei bot, dei profili che si vendono, delle cose sponsorizzate e delle foto di merda (e chi ne ha più ne metta).

Ecco, parlando di questo mi è uscita la frase “la cosa è una sola, se vuoi crescere subito, devi pagare”. (io non lo faccio, per quello ho “pochi” seguaci). Rileggendo queste parole ho pensato ad una cosa:”ma dove ho già sentito che per crescere in fretta bisogna pagare?”.

I giochi per i telefonini.

Quando andavo alle superiori, c’erano i primi smartphone, le prime connessioni dati ed i primi giochini. All’inizio scaricavi il gioco, salivi i primi livelli e ti gasavi un sacco. Ma poi arrivava un messaggio: “se vuoi continuare, devi pagare”. io ero giovane e senza soldi, per cui ci giocavo ancora qualche giorno e poi eliminavo il gioco, ma altri ricordo che passavano davvero tanto tempo a guadagnare punti per “crescere” in nero oppure usando delle crack oppure pagando per superare i livelli.

Ecco. Traslate tutto questo su instagram. È la stessa cosa.

Vuoi essere visibile? o ti danno “i punti” gli altri (shoutout) oppure li devi comprare (sponsorizzate). Oppure entri nel black world dell’instagram: gruppi per scambi di likes, commenti, follow, applicazioni automatiche che fanno le stesse cose e ti risparmiano tempo.

Siamo nell’era del tutto e subito.

Se non hai un seguito non sei nessuno.

Se paghi per “essere qualcuno”, sei meno di nulla.

Un principio che ho sempre tenuto vivo nella mia vita è stato “si fa con quello che si ha” (me lo hanno insegnato i miei genitori). La prima reflex che ho usato, me la sono comprata con i miei soldi, così come tutte le lenti e macchine che ho comprato dopo. Non ho mai ricevuto regali a livello fotografico. Le uniche cose che mi hanno “regalato” sono le opportunità che mi hanno dato tante persone e che continuano a darmele. Persone che credono in quello che faccio e che si fidano di me. Questo secondo me vuo dire diventare qualcuno. Ci vuole tempo, passione e dedizione. La mia giornata si divide in poche parti: sveglia, lavoro, fotografia/viaggi, morosa (ogni tanto, ma mi capisce) e poi dormire. E poi quando ho un po’ di tempo scrivo qua. Mi ci dedico in tutto e per tutto. Se volessi potrei prendere e comprarmi tutti i seguaci di questo mondo. Ma sinceramente, a me, che cazzo me ne può fregare di sapere che un profilo generato a cazzo da un pakistano (o chissà da dove), mi sta seguendo?

Poi vorrei dedicare qualche riga ad un fenomeno che si sta ripresentando su instagram:

IMG_2292

Cioè, davvero. Ci cascate ancora?

Questo è il famoso specchietto per allodole. Ve lo rispiego.

Qualche “genio” (per non chiamarlo cog***ne) crea una pagina a caso. Scrive cose a caso promettendo di diventare ambassadors per un marchio prestigioso. Migliaia di persone ci cascano. Pubblicano foto prese da Google e le pubblicano per far vedere che fanno cose. Poi una volta raggiunto il quantitativo di persone necessarie, svuotano il profilo dalle foto, cambiano nome e lo vendono a qualcuno che vuole giocare sporco con un proflilo da 10.000 followers o più. Ecco, questo è il sistema. Bello vero?

Adesso che ve l’ho spiegato le cose sono 2. O lo fate anche voi (e siete un po’ degli idioti) oppure quando vedrete profili del genere li segnalate.

A voi la scelta più etica per il vostro modo di essere.

p.s. la foto in alto è stat presa da questo link: www.tecnoandroid.it

Scrivo di quello che mi va.

In realtà c’è un tema di cui ho voglia di parlare ma che fino ad ora non ho mai percorso:

La Fotografia

In realtà si ne ho detto qualcosa nei vecchi articoli (manco me li ricordo), però vorrei dire delle cose che mi frullano in testa a riguardo.

Innanzitutto eliminatevi dalla testa il mito

“Eh, ma con una buona reflex sono tutti capaci”

Dipende dal contesto.

Ovviamente se una reflex costa 5000€, avrà qualcosa in più delle altre, ma il funzionamento rimane lo stesso di una macchinetta (o un telefono) da 200€.

Questa l’ho scattata con la reflex:

Questa invece con l’iphone:

Serve aggiungere altro?

Quello che contraddistingue una buona foto da una foto discreta o di merda è (a mio modesto parere) è:

La Composizione

Ci sono diversi tipi di composizione che si possono prendere in considerazione prima del fantomatico gesto di “schiacciare il bottone”, ma quello più usato e più di facile applicazione è quello della “regola dei terzi” (vi linko la spiegazione di wikipwedia che così la facciamo più facile).

Consiste nel sfruttare le linee e i punti dove si intersecano le linee per adagiarci il soggetto o qualche elemento in modo da rendere più armonica la composizione.

Ora, non ho detto che se metti il soggetto su una linea forte o in un punto forte, allora la tua foto diventerà magicamente bella. È semplicemente un accorgimento che si può prendere per migliorare l’armonia della foto.

Ci sono tante altre cose che influenzano la buona riuscita della foto, tra cui l’esposizione, il diaframma, la sensibilità (non del fotografo, ma del sensore), il soggetto, ma soprattutto la luce.

Fotografia “deriva dal greco φῶςφωτός, luce e -grafia γραϕία, scrittura” (cit. Wikipedia che ne sa sempre tante).

Bene. Per oggi basta fare il docente, se no imparate troppe cose e poi mi superate, e la cosa non mi piace (scherzo, sono sempre felice di confrontarmi con altre persone e di imparare, sempre).