Mattia Cuttini

1. Se sei in questa rubrica vuol dire che sai fare qualcosa. Descrivila brevemente (altrimenti non servono le altre domande).

Osservo il mondo con curiosità e trovo dei modi per contaminarlo. Oggi mi sento di dirti così. Non so se sia ben riassuntivo di quello che faccio. Vado dal design alla grafica, dalla decorazione al codice. Mi piace esplorare, trovare soluzioni (in questo periodo) nel mondo del visivo. Ma ho un passato da musicista ed elettronico, quindi sto cercando di far diventare una professione questi miei mondi che sembrano così distanti

2. Da quanto tempo lo/a fai?

dal 1979. Nel senso, prima inconsapevolmente adesso sempre più consapevolmente.

3. Ti sei ispirato a qualcuno quando hai iniziato? Cosa ti ha colpito?

Bruno Munari. È arrivato dopo il vero inizio, se per inizio stabiliamo una data arbitraria che potrebbe essere il 2004 circa quando ho cominciato ad “espormi” su deviantArt (mattiac.deviantart.com). Quando mi perdo vado a cercare di nuovo come avrebbe fatto lui. Trovo una soluzione, mi tranquillizzo e ricomincio. Ha pure un “metodo” che consiglio a tutti.

4. Quanto tempo dedichi a questa tua attività? Hai mai pensato di non avere tempo per te o di dedicarne troppo poco per le altre cose?

Ci sono giornate che le passo interamente a “fare”. È una necessità più che un dovere. Devo farlo. Quali sono poi le altre cose? Cioè, mi capita sempre più spesso di pensare che nella mia vita non c’è una vera cesura tra i miei lavori. Sto tentando di far diventare una professione questo mio percorso. Ho sempre voglia di lavorare. Quello che mi manca è la voglia di fare le cose che rendono possibile la mia attività, ma sai senza fare la spesa, pagare le bollette il resto non si può fare.

5. Chi sono le persone grazie alle quali non faresti quello che fai?

La mia compagna. Ha dato un impulso incredibile alla mia vita. Mi ha sostenuto sempre e anche nei momenti più duri ha sempre creduto in me.

6. Ma andiamo sul personale. Si dice che una persona sia quello che mangia. Che alimentazione e che abitudini hai?

Sono onnivoro. Ma con il passare degli anni sto diventando un po’ sensibile alla carne. Cerco di mangiarne sempre di meno, se posso, anche per ragioni etiche. Ma essendo cresciuto da carnivoro alle volte cedo. Inoltre faccio uso smodato di caffè, di qualsiasi tipo, americano, espresso, moka.

7. Colore preferito. E perché?

Arancione, mi piace tantissimo è pieno di forza. Ha poi una storia molto curiosa, si chiama arancione da quando ci sono le arance. Prima lo chiamavano rosso pure lui. “Mezzanine” dei Massive Attack ha dentro il cd arancione “fiamma” penso che sia colpa anche di quello.

8. Classifica dei 3 consigli/trucchi da tenere sempre a mente quando fai qualcosa.

Sbaglia. Impara. Ripeti.

9. Di qualcosa su di te che pochissime persone sanno.

Ho guardato tutto la serie “una mamma per amica” su Netflix.

10. Single o con partner?

Parternariato.

11. Quante persone ti seguono o ti riconoscono quando vai in giro?

Ultimamente capita anche questo sì, una o due al mese. Gente che conosce il mio nome, ma non la mia faccia. Il che è interessante.

12. Se avessi la possibilità di tornare indietro nell’esatto momento prima di iniziare la tua avventura, con la cognizione che hai adesso, rifaresti gli stessi passi o cambieresti qualcosa?

Non cambierei niente. Mi è piaciuto sbagliare fino a questo punto.

13. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai qualcosa da spoilerarci?

E da un po’ che dico a tutti che farò un altro kickstarter dopo 100 papercut artworks (www.kickstarter.com/projects/mattiac/100-original-papercutt-artworks) e siccome nel 2019 lanciano di nuovo il make/100 (ossia fare 100 pezzi di qualcosa) credo proprio che farò un nuovo progetto.

14. Dove ti può trovare la gente interessata a quello che fai (o che magari può interessarsi)?

Ecco. Su questo punto soffro un po’ di dissociazione.

Su instagram: www.instagram.com/mattiacprodukt/

Su facebook: www.facebook.com/MattiaCprodukt

Ci sarebbe poi un sito www.mattiac.it che però è un po’ fermo e se qualcuno vuole avventurarsi c’è molto materiale anziano su deviantArt: mattiac.deviantart.com/gallery

(link ancora più nerd: superrare.co/mattiac + dapp.knownorigin.io/artists-v2/0x576a655161b5502dcf40602be1f3519a89b71658 sono due “shop” online di pezzi digitali acquistabili e collezionabili con la piattaforma della criptovaluta Ethereum…)

15. Fai un discorso di saluti come fossi il/la migliore nel tuo campo durante il convegno più importante al mondo.

Sono davvero commosso. Senza parole. Grazie a tutti del vostro supporto, ci vediamo al bar, caffè pagato per tutti!

Andrea Antoni – Style1

1. Se sei in questa rubrica vuol dire che sai fare qualcosa. Descrivila brevemente (altrimenti non servono le altre domande).

Sono una persona che ha un sacco di difetti ma il grande pregio di riuscire a convertire le passioni in lavoro, il che è un poco una bella cosa perché lavori senza accorgertene, ma al contempo una maledizione perché devi trovare continuamente nuovi passatempi extra lavorativi. Nasco come graffiti-writer, per pubblicizzare i miei lavori ho iniziato a studiare (e sono diventato) grafico prima in agenzia e ora (da svariati anni) freelance. In parallelo sono diventato una sorta di influencer sopratutto su Instagram e docente sia di grafica che comunicazione social.

2. Da quanto tempo lo/a fai?

Dipingo graffiti dal 1997 mentre ho partita iva da nove anni, prima più che il grafico facevo lo schiavo quindi non so se sia da inserire nel computo, ma diciamo circa 10 anni.

3. Ti sei ispirato a qualcuno quando hai iniziato? Cosa ti ha colpito?

Le mie produzioni sono una costante contaminazione tra le cose che seguo: instagram, graffiti, grafica e anche stand up paddle. Tecnicamente ho difficoltà a dire che mi sono ispirato a qualcuno in quanto ho una percezione troppo alta di me, e porre personaggi sopra alla mia persona mi è complesso. Posso dirti però che a livello di graffiti si: Soda e Boost per l’Italia (che tra l’altro sono originari rispettivamente di Cervignano e Udine, nonostante siano noti a livello perlomeno europeo) e Daim e Seak per il resto del mondo (sono entrambi tedeschi). A livello di grafica no, cerco semplicemente di tenermi costantemente aggiornato su tendenze del momento, guardo cataloghi, osservo impaginati di tutti i tipi, ma non ho un grafico o uno studio di riferimento.

4. Quanto tempo dedichi a questa tua attività? Hai mai pensato di non avere tempo per te o di dedicarne troppo poco per le altre cose?

La mia attività sono io, quindi occupo tutta la mia giornata, oppure occupo zero ore della mia giornata: dipende come la vedi.
C’è da dire che ho un enorme monte ore che effettivamente perdo sui social, ma di queste comunque una grossa percentuale va a diventare comunicazione delle mie attività, di conseguenza posso dire che fondo fortemente cazzeggio a lavoro anche se – sono onesto – il tempo sperperato che potrei dedicare a migliorarmi sotto molti aspetti resta comunque troppo.

5. Chi sono le persone grazie alle quali non faresti quello che fai?

Non ho capito 😀
La domanda sarebbe “chi sono le persone senza alle quali non avresti fatto quello che fai?”.
Se si la risposta è quella che segue, altrimenti riformulamela che non ho capito.

Ogni tanto penso a questa cosa, nell’ottica di quando scriverò il libro con le mie memorie 🙂
E le gerarchie sono anche piuttosto chiare.
Uno è Stefano Stoppani, che chiamo Magister, che fu mio collega ai tempi dell’ufficio grafica e marketing della Calligaris. Lui mi spinse fortemente ad iscrivermi al corso di grafica del .Lab a Udine, dove lui era docente di disegno vettoriale. La scelta fu fondamentale per la mia esistenza e per la mia attività lavorativa.
Dopodichè, in ordine temporale proprio, arriva Francesco Furlan, che ai tempi era Art Director presso l’agenzia Leonardo di Trieste. A corso di grafica finito, e rapporto lavorativo con la Calligaris interrotto, atterrai in quel di Trieste come stagista e lui (volente o nolente) si trovò nell’ingrato compito di concludere la mia formazione. Mi diede forti nozioni a livello si estetica, impaginazione e svolgimento di un lavoro.
Infine, sempre in ordine temporale, c’è Alessandra Gruppi che conobbi ad un corso tenuto a Gorizia dal titolo “dall’idea all’impresa”. Alcuni mesi dopo aveva bisogno di un grafico e si ricordò di me e mi diede la spinta finale ad aprire partita via. Nei primi anni fu uno dei miei maggiori clienti.
E poi c’è Sabrina, la mia ex morosa, con la quale ho vissuto tutte le mie vicissitudini lavorative dal corso fino a sei mesi fa. Che ha aiutato a sgrezzarmi, mi ha fatto spesso da editor e ha diviso la mia catasta di idee tra le 99 inutili e la unica vincente. È stata irripetibile compagna di vita e di crescita stilistica.

6. Ma andiamo sul personale. Si dice che una persona sia quello che mangia. Che alimentazione e che abitudini hai?

Da circa due anni e mezzo sono a regime controllato, il che credo mi abbia portato anche ad essere un poco una persona più triste. Mi sono “messo a dieta” perché avevo male alla schiena e alle ginocchia e, non a caso, ho perso 20 kg. Ho un regime alimentare “normale”, ma ben distribuito a livello di quantità e tipologie di alimenti. Non ho mai seguito diete no-carbs, mesozoiche, iperproteiche, super-gnoseologiche: semplicemente mangio meno e mangio meglio. Sono più triste, ma fisicamente sto meglio.
E comunque il panino sporco della domenica e la pizza del sabato sera, non sono mai venuti a mancare.
Poi aggiungo che non mangio pesce, e nulla di quello che vive in acqua, e non bevo alcun alcolico (cosa che mi porta infiniti problemi a livello sociale), ma queste sono scelte mie personali, o meglio ha scelto il mio corpo perché proprio non le sopporto non è che abbia deciso di eliminarle, proprio non le ho mai inserite.

7. Colore preferito. E perché?

Credo il nero, che immagino faccia strano. Ma porta grande eleganza e se lo sai abbinare a minimi tocchi di colore fai esplodere comunicazioni di una potenza inaudita. Un graffito su fondo nero è una delle cose più impattanti che puoi dipingere fin dagli albori di questo movimento, un impaginato in bianco e nero può essere di un raffinato e sublime come pochi. Non a caso ho anche scelto che il tema del mio calendario #BeHappyProject 2019 sia “Be Happy Is The New Black”.
Poi immagino ti aspettassi che rispondessi “verde”, data la mia immagine coordinata che ci gira attorno, però a livello di preferenza ti dico nero.

8. Classifica dei 3 consigli/trucchi da tenere sempre a mente quando fai qualcosa.

– Io ho sempre puntato altissimo per arrivare comunque a un risultato buono, non ho mai fatto le cose per vedere come vanno, ma le ho sempre fatte per essere il migliore. Non è capitato quasi mai che lo diventassi, comunque ha portato a ottimi risultati in tutti i campi che ho affrontato.
– L’ignoranza non è ammessa, mai. Con questo intendo che prima di fare qualcosa devi documentarti su questo “qualcosa”, altrimenti rischi di progettare cose incredibili e poi scoprire che siano già state fatte da altri, o anche molti altri.
– Resta sempre dell’idea che tutto quello che hai fatto sia nulla, e che il meglio debba ancora venire. Il tuo cammino deve essere visto come un potenziale crescendo verso l’arricchimento e il miglioramento, altrimenti è la fine.

9. Di qualcosa su di te che pochissime persone sanno.

Credo che senza i social network io sarei niente. Nonostante il mio impatto roboante a livello social, i miei post, le mie produzioni visive, i miei graffiti, le docenze che tengo e le varie attività come speaker, sono in realtà di una timidezza scandalosa. Potete mettermi in mezzo ad uno stadio pieno di persone per una settimana e sarei tranquillissimamente in grado di non parlare con nessuno. Grazie ai social network, e a molte attività che tramite questi mi è stato chiesto di fare, ho migliorato la mia persona e ho un poco aperto il guscio, ma di base resto un timido e silente a livelli eroici.

10. Single o con partner?

Ho avuto la ragazza per nove anni e mezzo, poi per alcuni mesi sono andato fuori di testa e l’ho lasciata. Ora sono qui che mi deprimo e pago le scelte sbagliate, come è giusto che sia.

11. Quante persone ti seguono o ti riconoscono quando vai in giro?

Dipende dal media di cui parliamo e dal profilo in questione. Su instagram ad esempio il mio profilo @stailuan ha circa 67 mila followers mentre @onthesup ne ha 5.100. Su FaceBook il progetto Be Happy ha 24mila followers mentre la pagina Style1 ne ha 3100 circa, il mio blog naviga tra i 500 e i 1000 accessi unici giornalieri, ma calcola che quest’anno non sto scrivendo praticamente mai.
Quando vai in giro comunque non ti conosce nessuno: abitiamo in Friuli Venezia Giulia dove ogni lavoro che non è prettamente manuale è visto come “perdita di tempo” o meglio “cagadis”. Quando però vado a dipingere su parete o ad eventi in grandi città le cose cambiano abbastanza.

12. Se avessi la possibilità di tornare indietro nell’esatto momento prima di iniziare la tua avventura, con la cognizione che hai adesso, rifaresti gli stessi passi o cambieresti qualcosa?

Non lascerei Sabrina, il resto è un cammino quasi perfetto.

13. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai qualcosa da spoilerarci?

Al momento punto ad un’ottima sopravvivenza, non sto capendo se devo continuare a vivere in questa regione o andare via. C’è da dire che amo il mare e lo vivo quasi quotidianamente pagaiando con la tavola, questo rende difficile lo spostamento e “taglia” molte possibilità di scelta. Principalmente dato che gli anni passano e la vecchiaia è in arrivo vorrei strutturarmi un poco meglio a livello comunicativo, e posizionarmi nuovamente meglio come grafico perché attualmente sono diventato noto come Instagrammer e la cosa non era nei miei piani. Altri progetti direi di no, sto navigando un poco a vista per ora.

14. Dove ti può trovare la gente interessata a quello che fai (o che magari può interessarsi)?

Instagram:
https://www.instagram.com/stailuan/
https://www.instagram.com/onthesup/

Facebook
https://www.facebook.com/stailuan (Fan PAge)
https://www.facebook.com/style1 (profilo personale)

In generale: cercando “stailuan” un poco su tutte le piattaforme social.

Sito web-portfolio:
www.andreaantoni.it

Blog:
www.pensieriecaffelatte.it

15. Fai un discorso di saluti come fossi il/la migliore nel tuo campo durante il convegno più importante al mondo.

Credete in voi stessi e nelle vostre passioni, sempre. Perché se non ci credete voi stessi, chi ci crederà? Non procrastinate i vostri progetti ad un domani, portando avanti oggi quelli degli altri in cambio di scarse retribuzioni e trattamenti infami. Il futuro è oggi, il futuro è adesso e del doman non v’è certezza. Circondatevi di cose belle, leggete, informatevi, non credete a chi vi dice di uscire dalla “comfort zone” per migliorare la vostra persona, non cogliete nessun attimo e nessuna carpa a meno che non abbiate veramente valutato le conseguenze, ragionate sempre e non andate avanti per citazioni e frasi fatte, mai.
Grazie per aver dedicato un piccolo lasso di tempo delle vostre vite a leggere le mie parole, per me è un onore.

Valentina Solfrini – Valentina Hortus

  • La foto è di Rocchina Del Priore
  • 1. Se sei in questa rubrica vuol dire che sai fare qualcosa. Descrivila brevemente (altrimenti non servono le altre domande).

    Faccio foto a persone e cose. Spesso le cose sono commestibili o bevibili. Mi definiscono una buona ‘smanettona’ di Photoshop.

    2. Da quanto tempo lo/a fai?

    Da quasi 5 anni.

    3. Ti sei ispirato a qualcuno quando hai iniziato? Cosa ti ha colpito?

    Ero stufa di disegnare. Da piccolo ti sembra di dover fare per forza ciò in cui sei bravo. Volevo continuare a fare con qualcosa di artistico e ho scoperto la fotografia durante il mio periodo a New York, quando ho deciso di aprire il blog dopo che una vicina di casa mi ha parlato di quanto fosse invidiosa del savoir-vivre italiano. Potevo continuare ad usare la luce invece delle matite, e quando ho formulato questo pensiero mi è sembrato il migliore che potessi formulare in assoluto.

    4. Quanto tempo dedichi a questa tua attività? Hai mai pensato di non avere tempo per te o di dedicarne troppo poco per le altre cose?

    Se non lo faccio, ci penso. Direi che ci dedico il 99% del tempo, soprattutto di recente – è un periodo in cui sto studiando moltissimo. Ma non sento di dedicarne meno ad altre cose. Faccio spazio per ciò che mi interessa davvero – la fotografia e le persone a me care.

    5. Chi sono le persone grazie alle quali non faresti quello che fai?

    Il 2017 mi ha regalato due persone: una è una sorta di Jinn, uno spirito geniale, comparso da un episodio curioso e che mi da costante ispirazione per rimettermi in gioco e guardare con occhi diversi i momenti di crisi. L’altra è una sorta di fata madrina che mi ha insegnato tantissimo e della quale sento la mano sulla spalla. Non so nemmeno se queste due persone si riconoscerebbero se leggessero questa cosa (che immagino leggeranno entrambe), ma lasciatevi dire che vi amo. Siete magici.

    6. Ma andiamo sul personale. Si dice che una persona sia quello che mangia. Che alimentazione e che abitudini hai?

    Mangio moltissima verdura, evito lo zucchero e in generale amo cucinare e mi mantengo sul versante healthy. Mi piace preparare alcuni piatti internazionali – la vita a New York ha lasciato il segno. Ma ultimamente sono più preoccupata della questione packaging: da quando mi sono resa conto di produrre troppa spazzatura anche solo con il cibo sto il più lontano possibile da buste e confezioni pre-imballate, e compro verdura e tante altre cose sfuse.

    7. Colore preferito. E perché?

    Il verde. Perché mi fa pensare all’acqua. E mi affascina il fatto che certe culture antiche usassero la parola verde anche per indicare le sfumature di blu, e a volte mi viene da pensare che da verde ad azzurro sia una sfumatura unica.

    8. Classifica dei 3 consigli/trucchi da tenere sempre a mente quando fai qualcosa.

    Non sai tutto, e forse neanche la metà: Ci sarà sempre qualcosa da imparare, che siano cose microscopiche o macroscopiche. Capisci perché chi è migliore di te lo è, e non avere paura di sbagliare.

    Fai le domande giuste. A volte non trovare la risposta significa solo essersi fatti la domanda sbagliata: non avere paura di chiedere.

    Se stai dipingendo un quadro che stanno dipingendo in molti, la differenza la fanno i dettagli. Ma, alla fine della fiera, sarebbe così catastrofico provare a dipingere un quadro che non c’entra nulla con tutto il resto?

    9. Di qualcosa su di te che pochissime persone sanno.

    Sono una nerd di enigmi e rompicapi, che adoro risolvere (ammesso e non concesso che ci riesca), e di simbolismi artistici e alchemici.

    10. Single o con partner?

    E’ che ho una così bella relazione d’amore (e a volte sconforto) con le reti ferroviarie italiane…

    11. Quante persone ti seguono o ti riconoscono quando vai in giro?

    Mi è capitato che mi riconoscessero, ed è capitato che delle persone andassero ad un evento in cui c’ero apposta per conoscermi! E’ sempre strano, ma ovviamente mi fa moltissimo piacere. Ho conosciuto le mie ‘anime gemelle’ tramite Instagram (comprese quelle della domanda n. 5) e questa è davvero magia. A volte fatico a rendermi davvero conto della potenza del fare quello che ami e farlo vedere al mondo.

    12. Se avessi la possibilità di tornare indietro nell’esatto momento prima di iniziare la tua avventura, con la cognizione che hai adesso, rifaresti gli stessi passi o cambieresti qualcosa?

    Io me la canto e me la suono dicendo che in fondo è andata bene così, ma non essere riuscita a rimanere all’estero più a lungo è una cosa che mi è rimasta sullo stomaco. Avrei voluto essere meno ingenua e meno presuntuosa su molte, molte cose.

    13. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai qualcosa da spoilerarci?

    Forse sì: ti dico solo che voglio cambiare tutto. Tutto! Voglio ancora operare nel food, ma in modo diverso. E in più io e altre persone stiamo lavorando a una cosetta cartacea; speriamo di farla uscire in primavera…

    14. Dove ti può trovare la gente interessata a quello che fai (o che magari può interessarsi)?

    Sicuramente su Instagram: @valentinahortus per food drink e ciccionate (anche se tutte vegetariane), e su @itsvalentinasolfrini per ritratti e Photoshoppate varie.

    Sono anche su Facebook, sia con il mio profilo personale che con la pagina Hortus Natural Cooking.

    15. Fai un discorso di saluti come fossi il/la migliore nel tuo campo durante il convegno più importante al mondo.

    Grazie di aver ascoltato questo discorso. Adesso basta ca**ate, caricate un rullo o batterie o quel che è, andiamo a scattare.