Sono tornato, forse.

A quasi un anno esatto di distanza mi sono detto:

“ah ma una volta avevo un Blog dove scrivevo cose

Mi sono accorto che era vero, che oggi è passato un anno da quando ho scritto l’ultimo articolo qua e che le cose le posso scrivere ancora senza che nessuno mi dica qualcosa (tanto lo fanno tutti).

In un anno sono cambiate un sacco di cose attorno a me, ma soprattutto sono cambiato io. Lo confesso, se mi riguardo indietro adesso, mi sento una persona diversa. E ne sono felice. Sento spesso la necessità di scrivere qualcosa, ma non lo faccio. I posti dove farlo non mi piacciono.

Questo è stato per me una sottospecie di diario, quindi tornerò ad usarlo come tale. Non credo di avere una vita così figa da dover raccontare quotidianamente ogni singola cosa che faccio (mi sveglio, vado a lavoro, lavoro, mangio, lavoro, torno a casa, faccio la cacca, edito foto, ceno, edito foto, dormo, mi sveglio, e via disc-orrendo), quindi ci scriverò dentro sporadicamente cose che mi passano per la testa, senza una cadenza precisa (come mi ero imposto l’anno scorso), così da avere più facilità di espressione.

Sul passato di questo blog non so nemmeno io cosa fare. Tenerlo o cancellarlo?

Appena lo imparerò ad usare nelle dovute maniere (spero), magari dedicherò uno spazio apposito per tenere dentro dei ricordi.

Questo non è un ritorno, non è un inizio.
È semplicemente un… boh. Non lo so.

Nel frattempo che mi chiarisco le idee, vi mostro alcune cose che ho visto e che forse vi siete persi e vi lascio una canzone.

Credi in quello che fai

PREMESSA

Quando leggo le recensioni o post dei miei amici a volte non mi sento all’altezza di quello che devo fare anche io. Scrivono tutti un sacco bene e raccontano le cose alla perfezione. Io non ho questo dono. Sono impulsivo, emotivo, magari anche convulso. Ma alla fine questa è la mia maniera. Ognuno ha la sua. Io ci provo però. Perché magari in tutto questo casino anche io ho la mia da dire.

Hai mai pensato di stampare una foto?

A dire il vero si, l’ho pensato, e tempo fa l’ho pure fatto. Dicono che se non stampi le foto non te le godi a pieno. Beh, hanno ragione. La fotografia su uno schermo te la puoi portare dove vuoi ma allo stesso tempo da nessuna parte, perché fisicamente non esiste. La fotografia digitale è facile, è comoda, è alterabile, è divertente, ma a volte mi chiedo quale sia il limite tra una foto e un’immagine. Per questo, nell’ultimo periodo ho rispolverato alcune vecchie cose, tra cui una polaroid 600 e una Nikon f-601 a rullino.

Questi discorsi spesso e volentieri vengono sorretti dalla preparatissima Sabina ( che potete vedere all’opera nella sua pagina Facebook Baci dalla provincia), la quale mi aiuta, mi consiglia e sa trovare i giusti consigli per non abbattermi troppo.

Come quella sera che mi ha parlato della Saaldigital e dei suoi Fotoquadri.

Ultimamente mi sto mettendo un sacco in gioco nelle varie cose che incrocio o che vedo in giro. Per cui carico di stima ho compilato il form e inviato all’azienda. Nell’arco di una giornata hanno acconsentito a darmi un buono per stampare una mia foto.

La cosa bella è che la foto da stampare te la prepari tu con il loro software (semplicissimo per me che nemmeno so usare Lightroom e nemmeno ce l’ho installato sul Mac… giuro).
Una volta selezionato il materiale su cui stampare, la dimensione e il tipo di supporto, fai click e nel giro di qualche giorno dalla Germania ti arriva il tuo bel pacco a casa.

Fin dall’inizio mi ha incuriosito la stampa sull’Allumino Dibond, quindi ho provato questo materiale che devo dire conferisce una nitidezza fantastica alla fotografia.

La bellezza di questo materiale è che è molto resistente e stabile.

La foto che ho selezionato per la stampa mi piaceva soprattutto per i colori, che in fase di stampa sono rimasti tali. Una cosa che mi piace di questo fotoquadro è il tatto. Sembrerà stupido, ma toccandolo si percepiscono le diverse sfumature di colore, di materiale fotografato. L’acqua sembra così leggera, i massi grezzi e gli alberi fanno da contorno, come è giusto che sia.

La bellezza della stampa è anche questo. Unire la vista al tatto (o altri sensi sia chiaro) per completare ancora di più la sensazione e le emozioni che il luogo è in grado di darti.

Ringrazio quindi ancora una volta SaalDigital per questo suo regalo e vi faccio vedere come l’ho contestualizzata alla mia maniera.

saaldigital

 

Gli altri chi?

Cosa vuol dire saper fare belle foto o essere un fotografo?

(vi avviso che in questo post ci saranno poche foto. Quindi è adatto a chi vuole leggere o interessarsi dei miei pensieri)

Non chiedetelo a me. Io non mi ritengo un fotografo. Il fatto di fare belle foto poi chi lo decide? Io? Gli altri?

Ma gli altri chi sono?

(vi metto questo link per farvi pensare un momento prima di leggere, il mondo “reale”, paragonatelo a instagram )

È da qualche anno che mi diverto a scattare foto. Ho passato più di un’anno a fotografare i miei campi dietro casa per imparare, poi ho conosciuto Instagram e con il tempo un po’ di cose sono cambiate. Sinceramente adesso, rispetto a quando ho iniziato a pubblicare le mie foto su questo social dedicato a questo genere di materiale, le cose sono assai cambiate.

Ci sono MILIONI di utenti. Di preciso il numero non lo so, e piuttosto che sparare numeri a caso tirati fuori da siti internet a caso, ammetto la mia ignoranza a caso (giusto per aggiungere qualche ripetizione). La cosa di cui mi preme parlare è appunto:” chi sono questi utenti”?

Fotografi? Amanti della fotografia? Nonna Concetta con un tablet al matrimonio di Giulio e Federica? Franceschino di 4 anni con uno smartphone tra le mani? Oppure Max che pubblica le foto delle sue serate in discoteca? O anche Margherita che pubblica i suoi selfie in bagno? O addirittura qualche grande azienda che spinge il suo ultimo prodotto?

Alle fine, in qualsiasi social stiamo navigando, ci troveremo “attorno” tutti questi personaggi. Ci tengo a precisare l’uso della parola “attorno” e non “di fronte”.

Siamo (si, ci sono dentro anche io in tutto questo) una marmaglia di utenti che pubblicano foto, video o qualsiasi altro tipo di contenuto.

“Ma la questione è, Perché?”

Mannarino – Vivere la vita

I motivi possono essere tantissimi. Il principale è:”mettere in mostra”.
Tutti siamo giudici di noi stessi e allo stesso tempo giudici delle persone che ci circondano. Basta un “mi piace” oppure un “segui” per fare di un’utente un “BIG”. Figura mitologica superaprezzata da migliaia di Soggetti.

Ho visto fotografi professionisti che scattano foto a mio parere orribili e perfetti sconosciuti che vedono le cose con degli occhi che nessuno ha. Ma chi lo decide quale dei due è “un bravo fotografo”?

Poi invece ogni tanto si trovano delle persone. Perché bisogna ammetterlo. Nelle cose non esiste solo il male. Ci si trova sempre il male e il bene. La mia esperienza personale mi ha fatto conoscere decine e decine di persone vere, con dei dubbi, delle passioni, dei consigli, delle emozioni che non si trasmettono solo tramite una foto, un mi piace o un commento (molte volte copiato e incollato da una foto all’altra).

Lo ammetto. Anche io sono un assiduo utilizzatore di questo social. Inizialmente lo ho usato come fanno i ragazzini, pubblicando quello che mi piaceva e scrivendo cose insensate. Adesso faccio lo stesso, ma le cose che mi piacciono sono cambiate e le cose stupide che scrivo sono aumentate. Lo faccio per un motivo. Ho 23 anni, non posso usare instagram per fare documentari della National Georgaphic (anche se a dirla tutta non mi dispiacerebbe). Mi piace mantenere questo stile “giovanile” raccontando le cose dal mio punto di vista.

Ma questo sono io. I social non sono fatti da tanti Luche. Ognuno ha il suo punto di vista. Può piacere o meno. Non siamo costretti da nessuno a seguire persone che non ci piacciono. Ci vuole solo coerenza nel proprio modo di fare. Ma anche questo sarebbe il mio modo di fare. Instagram non siamo noi. Il nostro profilo tenta di rappresentarci agli altri tramite delle foto.

Siamo talmente oberati di foto (false o vere che siano) che vediamo tutto tramite uno schermo. La foto da 30.000 likes scattata dalle scalette del lago di Braies (per fare un’esempio) è ormai un must. Siamo talmente influenzati dalle immagini che creano in noi dei canoni che ci spingono a scegliere cosa è bello o meno anche se essi vanno contro i nostri principi.

Io ve lo dico. Ho preso spunto da un sacco di profili Instagram. Ho studiato (da lontano) i diversi modi di fare delle persone che mi attraevano, cercando di rafforzare ilio stile fotografico e migliorandolo con il tempo. Ma ripeto, questo è il mio modo di fare.

Concludendo questo infinito papiro ci tengo a dire solo una cosa. Siamo in tanti, tutti con idee diverse, pensieri diversi. La bellezza sta nella diversità. Il modo di vedere le cose.

Vi svelo una cosa. Non so come concludere questo immenso papiro. Se vi va potete passare a dare un’occhio al mio modo di vedere le cose su luche_dal_nord . Racconto dei miei viaggi in Friuli e non. E per essere sincero del tutto, a volte non mi piacciono le mie foto. Ma questo dipende dallo stato emotivo e da tanti altri fattori, ma questa è un’altra storia.

Mandi,

Luche.