Nale Michela Photography

1. Se sei in questa rubrica vuol dire che sai fare qualcosa. Descrivila brevemente (altrimenti non servono le altre domande).

Sono una fotografa professionista e lavoro principalmente nel settore della moda e pubblicità.

2. Da quanto tempo lo/a fai?

Ho cominciato questo percorso facendo da assistente circa 10 anni fa e molti anni li ho dedicati a “costruire” il mio portfolio e sopratutto a cercare un mio stile personale che mi identifichi, il che è molto difficile oggigiorno.

3. Ti sei ispirato a qualcuno quando hai iniziato? Cosa ti ha colpito?

Fotograficamente parlando ho imparato moltissimo lavorando sui vari set a stretto contatto con chi lo faceva già professionalmente prima di me, mi sono anche ispirata guardando tantissime immagini di grandi fotografi, cercando sempre di reinterpretare a modo mio. L’ispirazione può nascere non solo guardando immagini, bensì guardando un film, facendo un viaggio oppure visitando una mostra d’Arte.. insomma cercando di aprire la mente il più possibile.

4. Quanto tempo dedichi a questa tua attività? Hai mai pensato di non avere tempo per te o di dedicarne troppo poco per le altre cose?

Dedico il 101% alla fotografia, purtroppo trovo difficile “spegnere” il cervello, sia per i miei progetti personali che quando lavoro per i miei clienti.
Diciamo però che quando trasformi la tua passione in lavoro, è difficile sentire la stanchezza..
Si, a volte penso di non aver abbastanza tempo per me e mi costringo a prendermi i miei spazi per altre attività quotidiane o per stare con le persone più vicine a me.

5. Chi sono le persone grazie alle quali non faresti quello che fai?

Sicuramente ho avuto la fortuna di avere una famiglia che ha sostenuto tutte le decisioni che ho preso in questi anni e nonostante gli errori giovanili, mi hanno sempre lasciata sbattere la testa senza ostacolarmi.
Devo ringraziare tutte le persone che ho incontrato nel mio percorso e che mi hanno fatta crescere personalmente e professionalmente, ma una grandissima fortuna che ho avuto è: Aver trovato la mia vera passione molto presto.

6. Ma andiamo sul personale. Si dice che una persona sia quello che mangia. Che alimentazione e che abitudini hai?

Cerco di mangiare sano, seguendo delle nozioni basiche, faccio attività fisica quindi è importante nutrirsi adeguatamente per migliorare le prestazioni fisiche e dosare le energie, ma non mi faccio mancare nulla 😉

7. Colore preferito. E perché?

PANTONE 17-4123 o simile sfumatura
Non c’è un perchè, ma è una tonalità che mi trasmette pace e serenità (LoL)

8. Classifica dei 3 consigli/trucchi da tenere sempre a mente quando fai qualcosa.

1. Essere umili è una gran dote

2. La passione è necessaria per un buon risultato

3. Fare sempre quello che ci fa stare meglio e sempre nel rispetto altrui

9. Di qualcosa su di te che pochissime persone sanno.

Mi terrorizza il buio, sopratutto se sono da sola

10. Single o con partner?

My Soulmate ❤

11. Quante persone ti seguono o ti riconoscono quando vai in giro?

Nessuno?! non sono mica un’influencer 😉 (LoL)

12. Se avessi la possibilità di tornare indietro nell’esatto momento prima di iniziare la tua avventura, con la cognizione che hai adesso, rifaresti gli stessi passi o cambieresti qualcosa?

Rifarei TUTTO dall’inizio, anche gli errori, senza quelli non sarei la persona che sono adesso 🙂

13. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai qualcosa da spoilerarci?

A breve si apriranno le iscrizioni al mio prossimo workshop di moda e ritratto a Maggio 2019, in collaborazione con il circolo fotografico friulano, se siete interessati scrivetemi un email in privato per info sulle date. Stay tuned per il programma completo!

14. Dove ti può trovare la gente interessata a quello che fai (o che magari può interessarsi)?

Potete dare un’occhiata al mio website www.nalemichela.com
oppure Instagram @nalemichelaphotography
Miraccomando il like 😀

15. Fai un discorso di saluti come fossi il/la migliore nel tuo campo durante il convegno più importante al mondo.

Ladies and Gentleman vi ringrazio calorosamente per avermi accolta a questo speciale evento. Auguro a tutti voi di poter esprimere la vostra passione al meglio ogni giorno, valorizzando la vostra visione artistica ed espressiva in un mondo che necessita sempre più di persone creative.

Ireland Trip

Era il 23 Febbraio quando Corrado, un mio vecchio amico, mi dice “a fine Maggio andrò in Irlanda per una super gara in MTB… se vuoi ti puoi aggregare”.

Ovviamente la mia risposta è stata affermativa e il 24 Maggio siamo partiti. Vi racconterò questa avventura un po’ come un diario (o forse no), anche se meriterebbe essere raccontata come una sceneggiatura cinematografica (cosa che non sono in grado di fare), perché davvero mi è sembrato di essere dentro un film.

23 Maggio 2017. Ore 23:55 Mi butto a dormire.

24 Maggio 2017. Ore 03:00 Suona la sveglia, metto su il caffè e vado a lavarmi la faccia.

Ore 03:45 Ritrovo a casa di Corrado.

Ore 04:00 Partenza per l’aeroporto.

Ore 06:15 Imbarco sull’aereo per Monaco e poi successiva partenza per Dublino.
(la smetto con le ore se no non finisco più).

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Arrivati all’aeroporto di Dublino ci rechiamo al noleggio macchine, e scopriamo questa divertente legge che per poter guidare una macchina noleggiata devi avere almeno 25 anni (oppure spendere più di 700€ per una macchina del ca**o). La nostra fortuna è stata riuscire a convincere la Perry (Giulia Peresson) in questa impresa. Per farla sentire più tranquilla le abbiamo preso una macchina con il cambio automatico, e dopo qualche giorno viaggiava meglio di certi local.

Presa la macchina e stivate le valige e l’enorme bici di Corrado, ci siamo cautamente diretti presso la casa che avevamo prenotato a Wicklow.

Giunti al punto contrassegnato ci mettiamo a cercare la casa senza troppa fortuna. Al che usciamo dalla macchina e iniziamo a girare a piedi. Qualche minuto dopo, un signore li vicino si avvicina e ci chiede “Are you lost?” (vi siete persi?). Con un mio stentato inglese friulanizzato cerco di fargli capire che avevamo prenotato una casa e che non riuscivamo a trovarla. Lui, dopo qualche domanda in più, ci indica la nostra magnifica abitazione. I coinquilini non erano in casa e avremmo dovuto aspettarli fino all’una e mezza. Io ero troppo carico e non riuscendo a stare fermo, mi sono quindi fatto il giro di qualche isolato per dare un occhio alla zona. Uno spettacolo. Mi sentivo come in un sogno. Non mi sembrava affatto reale. Arrivata la proprietaria della casa ci siamo accomodati, abbiamo scaricato le valige e siamo partiti a vedere il paese. Ogni cosa era scenica. Dai mille negozi di barbieri che riempivano il centro agli altrettanti “coffee shop” (non sono quelli di Amsterdam, tranquilli). Dopo un giro al Black Castle, un signore si avvicina e ci dice in un perfetto italiano:”siete italiani? vi ho sentito da lontano”. Sta di fatto che questo signore era un professore nato a Wicklow e che insegnava a Parigi e che oltre all’inglese e al francese conosceva anche benissimo l’italiano e lo spagnolo.

Nemmeno nei film ti fanno cadere una persona del genere in un set!

Ci ha raccontato la storia del paese e consigliato un sacco di posti da poter visitare. Davvero una manna dal cielo.

Il giorno successivo, dopo aver Swaggato (concedetemi il termine) per la cittadina con la bici di Corrado, ci siamo recati presso il luogo della gara (il nome del paesino era Glinealy) per vedere i vari sentieri. I primi due giorni sono stati splendidi come temperature e clima, caldo non troppo afoso e sole a non finire (motivo per cui io e Giulia ci siamo ustionati).

Il nostro 3° giorno irlandese è stato il primo “vero” giorno in Irlanda. Sveglia alle 7 e mezza come al solito e i nostri coinquilini ci dicono:” today is raining, welcome to Ireland”. Insomma dai 27 gradi del giorno prima eravamo passati a 12 gradi con pioggia e vento. Una figata per noi che non dovevamo correre, un po’ meno per Corrado, ma alla fine l’ha portata fuori egregiamente. Io e Giulia, da buoni atleti, ci siamo messi a giocare a Forza 4 (vi rendete conto?! Forza 4!) con una buonissima birra a darci supporto.

Nel primo pomeriggio il nostro rider aveva già finito di allenarsi e per fortuna siamo rientrati alla casa godendoci un po’ di sano “chilling” al calduccio.

E venne domenica, il giorno della gara. L’atleta era un po’ preoccupato per il cambio della sua bici. Si presenta presso lo stand della ditta che li produce e in 10 minuti glielo hanno cambiato gratuitamente, il tutto accompagnato dalle foto che Sven Martin (uno dei migliori fotografi nel campo di MTB) stava scattando in quel momento alla sua bici.

Dopo una lunghissima giornata a rincorrere Corrado e gli altri riders tra i 6 sentieri che si sviluppavano sul dorso della montagna, siamo rincasati e goduti l’ultima notte a Wicklow.

Si perché il giorno seguente, con molta calma, ci siamo recati presso Dublino. Non avevamo prenotato ancora un alloggio per la notte, ma grazie ad Airbnb siamo riusciti a trovarlo (on-line) nel giro di poche ore. Tengo a precisare l’on-line, perché trovarlo nella realtà è stato un po’ più difficile.

Dalle foto era un grande appartamento molto vicino al centro. Ci rechiamo presso l’indirizzo contrassegnato ma troviamo solo una copisteria di pakistani, un edificio in ristrutturazione e un pub. Insomma non sapevamo dove cercare finché non abbiamo visto una piccolissima porta gialla. Era il nostro posto! Aperta la porta, ci trovammo di fronte un lungo corridoio, tetro e quasi che cadeva a pezzi. Salimmo la prima rampa di scale, con le chiavi aprimmo la porta ed entrammo. ERA UNA COSA SPAZIALE! Un loft in pieno centro a Dublino con 2 camere da 4 posti l’una, un soggiorno enorme e vista sulla via principale. Era bellissimo! L’unico problema l’ho subito io la notte perché le finestre della mia camera, che davano sulla strada principale, non erano insonorizzate, per cui le mie ore di sonno sono state 0,003.

La mattina seguente ci avviammo di buon’ora all’aeroporto per concludere il nostro viaggio. E niente. Nelle conclusioni sono sempre pessimo, per cui questa volta la evito proprio.

Questo che vi ho raccontato è solo un riassunto di quanto accaduto in quella settimana. Se vi interessa qualche dettaglio in più, curiosità o qualsiasi altra cosa, basta chiedermelo, scrivendomi o invitandomi a bere una birra. Perché si sà, davanti ad una birra tante cose vengono meglio.

 

Mandi,

Luche.

 

Il secondo vabbè, il terzo vien da se.

Viaggio fuori porta.
Tutto tranne che solito.

Diciamo che ho abitudini diverse. Non sono abituato a svegliarmi alle 6 e mezza per andare a prendere un treno in stazione. E poi io odio i treni.

Non è che li odio. Mi fanno paura ecco.

Ho sempre paura di essere sul treno sbagliato o che non fermi alla mia fermata. E finché non sono sceso ho un’ansia pazzesca. Sta di fatto che il treno per Trieste era perfettamente in orario. Ed era pure bello e comodo.

Una volta giunto a destinazione ho fatto la cosa che mi riesce meglio: fare la cimice (preferisco dirlo in friulano. Noi la chiamiamo “Budiese”).
Nel senso che mi sono divertito a girovagare senza meta tra le migliaia di strade di Trieste. Ovviamente nelle grandi città quello che cerco non è il caos, bensì le zone più nascoste e più caratteristiche. Stessa cosa feci a Venezia poco tempo fa (come potete vedere nelle foto sotto).


Normalmente i miei “viaggi” in regione sono diversi.

Parto in macchina da casa mia, spesso da solo (ovviamente l’ora dipende da cosa voglio vedere), raggiungo o vengo raggiunto da un mio accompagnatore, percorro centinaia di chilometri di strada (adoro guidare, soprattutto in montagna) e, dopo essermi fermato almeno 10 volte lungo la strada, arrivo a destinazione con le mie 2/3 ore di ritardo.

L’ultimo che ho fatto così aveva come destinazione Sauris di sopra. Mi ci sono volute 5 ore in tutto per arrivarci. Il paesaggio che ci circondava era qualcosa di unico ed inimitabile in qualsiasi altro posto e quindi meritava fermarsi e godersi il momento (ovviamente le foto sono sempre qua sotto).
Sta di fatto che qualsiasi sia il posto dove devo andare, le sensazioni che si provano sono sempre diverse ed uniche allo stesso tempo, nonostante non sia la prima volta che frequento il posto.


Ho solo una cosa da dire per concludere questa mia pappardella:

Viaggiate più che potete. Non saranno mai soldi buttati.

p.s. preparatevi che ho un bel viaggetto da raccontarvi nel prossimo articolo.